È ben detto che un popolo senza memoria sia un unione di individui senza prospettiva. Così vale nel caso del corpus delle fiabe orali celtiche. Ci consegnano non una storia bensì delle storie. Come tali non vere ma verosimili.

In queste coordinate, e non altre, va quindi cercata la ragione della persistenza di una forma narratologica che sotto la dimensione del cosiddetto “magico” evoca lo sguardo rapito di chi cerca di vedere oltre l’apparenza, attraverso la sorpresa, lo straniamento e, soprattutto, la curiosità. Funzioni che oggi difettano, sostituite dalla

proliferazione di un Ego imperativo, tanto urlato quanto fragile. Le leggende celtiche ci rinviano, invece, ad un Noi che è innervato nella terra che l’ha prodotto e chi si rinnova nel confronto con essa, con i suoi luoghi, i suoi tempi, le sue logiche.

STORIE DI FATE, DI DEE E DI EROI

€15.00Prezzo
  • Gian Ugo Berti, Neurochirurgo, giunge alla narrativa dopo l’esperienza quarantennale di giornalista medico. Dal 1978 collaboratore del quotidiano Il Tirreno e del Gruppo Editoriale Repubblica - L’Espresso, ha prestato il

    suo contributo giornalistico e scientifico ad AGL, Agenzia Giornali Locali - Radio Capital - Kataweb Salute - Repubblica Salute.

    Susanna Berti Franceschi è vicepresidente della Fondazione storica nazionale “Angiolo e Maria Teresa Berti”. Si occupa di storia “di genere”, in particolare nel periodo medioevale.

  • ISBN 978-88-85557-00-0

    15x21 - Pagine 208