«Non ho arti che il Signore non mi dia...» diceva Gostanza al vescovo mentre curava il nipote dell’illustrissimo. Ma una strega, poiché così venivano chiamate le guaritrici, mette paura. L’arte del saper delle erbe e del conservarle era la base della medicina erboristica, fondata su sperimentazione e tradizione orale. Le più abili guaritrici erano esperte nel calcolare un dosaggio ottimale perché si sapeva che un minimo errore poteva causare anche la morte del paziente. Spesso però quest’arte veniva confusa con la magia del demonio. Siamo nel 1594 quando arriva la tanto temuta delazione: l’accusa è stregoneria.

Grazie agli atti processuali e ai documenti di San Miniato si è potuta ricostruire l’intera vicenda mostrando la crudeltà dell’Inquisizione e soprattutto la storia di un movimento femminile tra i più trasversali del percorso dell’umanità su cui si compì un genocidio. Il testo si arricchisce di estratti del Malleus Maleficarum e di atti integrali di interrogatori di altre streghe.

LA STREGA GOSTANZA

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  • Gian Ugo Berti, Neurochirurgo, giunge alla narrativa dopo l’esperienza quarantennale di giornalista medico. Dal 1978 collaboratore del quotidiano Il Tirreno e del Gruppo Editoriale Repubblica - L’Espresso, ha prestato il

    suo contributo giornalistico e scientifico ad AGL, Agenzia Giornali Locali - Radio Capital - Kataweb Salute - Repubblica Salute.

    Susanna Berti Franceschi è vicepresidente della Fondazione storica nazionale “Angiolo e Maria Teresa Berti”. Si occupa di storia “di

    genere”, in particolare nel periodo medioevale.

  • ISBN 978-88-956288-0-6

    15x21 - Pagine 224